Visualizzazione post con etichetta settanta anni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta settanta anni. Mostra tutti i post

sabato 17 agosto 2013

I settant'anni di Robert De Niro: auguri maestro!

"Datemi un'arena, perché il toro non si frena. Jake il toro si scatena. Perché oltre al pugilato sono attore raffinato. Questo è spettacolo". Così parlava Jake La Motta, ex pugile messo k.o. dalla vita, nel finale del più celebrato dei film di Scorsese, coronamento artistico di un allora trentasettenne attore newyorkese, destinato ad entrare nella leggenda. Il personaggio di La Motta in Toro Scatenato - un mix formidabile di tenerezza e violenza autodistruttiva- è soltanto uno dei tanti ruoli indimenticabili di cui il grande Robert De Niro, che oggi compie settant'anni, ci ha fatto dono, in oltre quattro decadi di cinema. Non c'è cinefilo, in tutto il pianeta, che non si sia guardato almeno una volta allo specchio come Travis, protagonista di Taxi Driver, e non abbia rivolto a se stesso la fatidica domanda: "You talkin' to me?". 
Né esiste appassionato della Settima Arte che non sia mai stato tentato, nel rincontrare un amico che non ha visto per anni, di sintetizzare il racconto della propria vita semplicemente dicendo che, in tutto quel tempo trascorso, non ha fatto altro che "andare a letto presto", come il Noodles di C'era una volta in America. 
E chi non ha mai imitato la gestualità e la voce di don Vito Corleone - per noi italiani quella, indimenticabile, di Ferruccio Amendola- nel pronunciare la celebre frase: "Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare"? Chi non ha tremato nell'assistere alla terribile, estenuante sequenza della roulette roussa de Il cacciatore? E potremo andare avanti, rievocando le magnifiche emozioni che il grande attore ci ha regalato in capolavori come Novecento, New York New York, Gli intoccabili, Quei bravi ragazzi, Casino. 
Non mi soffermerò nell'esaltare le capacità interpretative di quello che, a ragione, è stato più volte considerato il più grande attore di tutti i tempi, né intendo esaminarne il metodo, le tecniche di introspezione, l'aderenza alla lezione di Strasberg, Stranislavski e dell'Actors Studio. In tanti hanno scritto relativamente a tali tematiche, e non è questo il luogo (le pagine senza pretese del blog di un appassionato) per approfondirle. Mi basta semplicemente ricordare l'impossibilità, per chi ama la Settima Arte, di fare a meno di amare i film di De Niro, senza il quale il cinema sarebbe stato più povero. Non mi resta pertanto che rivolgere un ideale augurio al grande maestro, e cento di questi film!


Robert De Niro, alias Travis Bickle, in Taxi Driver