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domenica 10 febbraio 2013

Les Misérables: la Parigi dell'Ottocento rivive in un musical sontuoso, destinato a fare incetta di Oscar

1815: il prigioniero Jean Valjean (Hugh Jackman), condannato ai lavori forzati per aver rubato un tozzo di pane, viene liberato dal carcere a seguito di un’amnistia. Riuscirà a rifarsi una vita e a ritrovare la propria dignità, fino a diventare sindaco di Montreuil Sur Mer, sotto falso nome. L’ispettore di polizia Javert (Russel Crowe), però, scoprirà la verità sull’uomo, che sarà costretto a fuggire. Nel frattempo, Valjean incontra sul suo cammino la povera Fantine (Anne Hathaway), giovane ragazza finita sulla via della prostituzione e del malaffare. Il sindaco decide di aiutare la donna, la salva da prigione e, poco prima della morte della fanciulla, le promette che si prenderà cura della figlia, la piccola Cosette. Valjean si mette dunque alla ricerca della bambina e, appena trovatala, la prende con sé, pur consapevole dei pericoli che correranno in futuro, costretti per sempre a nascondersi da Javert, ossessionato dalla ricerca dell’ex- galeotto. I destini di questi e altri personaggi si incroceranno con la Storia della Francia dalla Restaurazione all’insurrezione repubblicana del 1832.
Tom Hooper (“Il discorso del re”) porta sullo schermo il capolavoro di Victor Hugo, nella versione musical scritta nel 1980 da Claude-Michel Schönberg (musiche) e Alain Boublil (testi) e rappresentata ininterrottamente per oltre trent’anni nei teatri di Londra e di New York. 
Ritornano i personaggi del mito dell’eterno romanzo di Hugo: il “giusto” Valjean, l’integerrimo Javert, la sfortunata Fantine, la piccola Cosette, gli esecrabili Thenardier, l’eroico Gavroche.  Uno dei principali meriti del film di Hooper è proprio il suo carattere “corale”, mutuato dal romanzo ottocentesco: le masse diventano protagoniste, mentre la Storia non è ridotta a semplice contorno delle vicende dei protagonisti, come sovente accade in molti polpettoni hollywoodiani, ma assume un ruolo centrale e ciò conferisce al film lo spirito epico di una grande epopea popolare (memorabili le scene dell’insurrezione di Parigi, dei funerali di Lamarque e delle barricate). 
La confezione della pellicola è sontuosa, elegante, da grande kolossal hollywoodiano; ma il gusto visivo di Hooper è innegabilmente raffinato, e molto deve alla pittura e a riferimenti iconografici colti, in particolare alle illustrazioni di Émile-Antoine Bayard e di Gustave Brion. 
Cinema hollywoodiano d.o.c, con le sue lungaggini, i suoi stereotipi, le scene madri, le scenografie e i costumi che fanno sognare (nel magico mondo di Hollywood non esiste la crisi). Gli attori sono quasi tutti impeccabili, ad eccezione forse di un Russel Crowe ingessato e fuori luogo; Anne Hathaway, invece, ha già ipotecato l’Oscar.

Eddie Redmayne (Marius, il giovane innamorato di Cosette)
e Samantha Barks (la triste Eponine)  in una scena del film.

Anne Hathaway (Fantine)

La locandina del film